Investire nei dividendi è una strategia che funziona?

17 Ottobre 2019

Ha senso decidere quali azioni comprare basandosi sui dividendi?

Quando si parla di dividendi e si cerca di giustificare titoli interessanti e dalle buone prospettive si commette un errore di partenza, ovvero non si fa un valutazione sugli utili futuri di quell' azienda proiettati negli anni a venire, bensi' si guarda il dividend yield. In poche parole si vede quest' ultimo che il mondo intero vede, mentre non si riescono a valutare gli utili futuri ed è dove si basa il successo o meno di un investimento.

Il Dividend Yield va ricordato è un rapporto tra il Numeratore (Cedola) e il Denominatore (quotazione del titolo), quindi il dividend Yield può risultare alto se il Numeratore, quindi la cedola sale e il denominatore, quindi il prezzo dell'azione scende. Quindi non è un indice di qualità dell'azienda in questione.



In realtà si hanno dividend Yield ipoteticamente alti solo nel secondo caso, quindi su quotazioni in calo dei titoli, mentre nel primo caso storicamente il valore del dividend Yield cala in quanto a fronte di un aumento della cedola (parliamo sempre e solo di cedole derivanti da utili) si è avuto in precedenza un apprezzamento maggiore del titolo in questione.


Perché negli anni, anche quando la tassazione era al 12,5% investire in azioni con dividendi elevati non ha premiato come investire in società che aumentavano sistematicamente gli utili?

Naturalmente perché queste ultime, appartenenti unicamente al settore industriale, distribuivano un payout coerente e lasciavano in resto degli utili per crescere' sotto forma di acquisizioni e/o sviluppo know-how interno. Quelle che invece hanno, abbindolando spesso il piccolo risparmiatore con la compiacenza delle testate giornalistiche di settore che titolavano a caratteri cubitali " Dividendi Intesa Sanpaolo al 10% "con presunte cedole ricche hanno pagato dazio.

Ad esempio:

  • Banche che contestualmente distribuivano dividendo e poi piazzavano un bel ADC
  • Una Telecom che con 35 mld. di debito frutto della folle operazione TIM, che nulla di industriale aveva tranne che per gli interessi personali del Tronchetto, distribuiva oltre l' 80% dell' utile per poi finire di non distribuirlo più per anni
  • Le utilities che sfruttano un mercato regolamentato e con flussi di cassa costante dovrebbero abbassare il payout (dato il leverage) ma è chiaro che gli AD messi li dal relativo comune che è azionista di una Hera, piuttosto che di una Acea ecc. hanno il compito di remunerarli.
  • Le assicurazioni, che non hanno una vera strategia e quindi distribuiscono buona parte degli utili; il fatto che gli stessi vertici prediligano tale sistema piuttosto che il buyback la dice lunga sul fatto che sono loro i primi che non credono nella società di cui sono a capo.

Se uno facesse una ricerca su quali società dall' inizio del 2000 ad oggi hanno visto una distribuzione dei dividendi sempre crescente senza interruzione o calo di essi frutto unicamente della crescita degli utili, nonostante diverse crisi economiche registrate, ne troverebbe pochissime; ne citiamo una su tutte, ovvero Recordati che guarda caso ha decuplicato il suo valore e i cui piccoli azionisti hanno sempre valutato trascurabile la voce dividend yield.

Quella come ricerca sarebbe stata molto più interessante da fare e remunerativa di andare alla ricerca dei dividend yield, ma si e' sempre in tempo.



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